Si racconta che una volta, tanto tempo fa, la Follia invitò gli amici a casa sua.
Presero il caffè conversando, e dopo che la Noia ebbe sbadigliato per l’ennesima volta, la Follia propose:
‘Si gioca a nascondino?’
‘Nascondino? Che cos’è?’ – domandò la Curiosità.
‘Nascondino è un gioco. Io mi copro gli occhi e conto fino a cento mentre voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, vi cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare.’
L’ Entusiasmo accettò subito, seguito dall’ Euforia e dall’Allegria e fece tanti salti che finì per convincere anche il Dubbio e l’Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla.
Ma non tutti vollero partecipare: la Verità preferì non nascondersi, la Superbia disse che era un gioco molto sciocco. La Paura non uscì nemmeno di casa e la Codardia per non rischiare restò con lei.
‘1,2,3…’ – la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Pigrizia si lascio cadere dietro al primo sasso.
La Timidezza, impacciata come sempre, si nascose in un cespuglio.
La Fede salì in cielo e la Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si nascose all’ombra del Trionfo, che era riuscito a raggiungere la vetta più alta.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
L’Egoismo si prese subito il posto migliore. La Generosità non riusciva a nascondersi perchè lasciava ai suoi amici ogni posto che trovava. Un lago cristallino? Ideale per la Bellezza. Un cespuglio? Perfetto per la Timidezza. Un soffio di vento? Giusto per la Libertà. Finchè anche la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole.
La Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano.
La Bugia si nascose non si sa dove.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove.
‘CENTO!’ – gridò la Follia – ‘Comincerò a cercare.’
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Poi la Pigrizia, nascosta malamente sotto un sasso.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Vicino al lago vide la Bellezza, e l’Invidia all’ombra del Trionfo.
Sentì fremere il vulcano della Passione e del Desiderio, e uno dopo l’altro ritrovò tutti gli amici.
Quando tutti furono riuniti, la Curiosità domandò: ‘Dov’è l’Amore?’.
Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi, sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore.
Alla fine la Follia vide un uno splendido giardino di rose e pensò che l’Amore dovesse trovarsi lì.  Prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, quando ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva ferito gli occhi.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Pianse, pregò, si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono.
L’ Amore la perdonò.

Da allora, da quando per la prima volta sulla Terra si giocò a nascondino, l’Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più.