Categoria: Aforismi & Citazioni


E poi lentamente, molto lentamente, dimentichi. Le persone, quelle che sembravano indelebili sbiadiscono a poco a poco.
Dimentichi. Li dimentichi tutti quanti. Persino quelli che dicevi di amare e quelli che amavi veramente. Sono gli ultimi a scomparire. E una volta che hai scordato abbastanza, puoi amare qualcun altro.

Gabrielle Zevin

Il Paradiso è dove:
– i poliziotti sono Inglesi
– gli chef sono Italiani
– i meccanici sono Tedeschi
– gli amanti sono Francesi
– tutto e’ organizzato dagli Svizzeri

L’Inferno è dove:
– i poliziotti sono Tedeschi
– gli chef sono Inglesi
– i meccanici sono Francesi
– gli amanti sono Svizzeri
– e tutto e’ organizzato dagli Italiani

Il Piccolo Principe

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomestica“.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
Che cosa vuol dire ?
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire ?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “?”
E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire …
Creare dei legami?

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[youtube https://www.youtube.com/watch?v=_pqTu9Np_gE]

Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore.
“Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!”.
“Tanti: e mi pesano” convenne il professore.
“Ma che ne dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto”.
“Lei sì” disse il professore con la solita franchezza.
“Questo maledetto lavoro… Ma perché mi dà del lei?”.
“Come allora” disse il professore.
“Ma ormai…”.
“No”.
“Ma si ricorda di me?”.
“Certo che mi ricordo”.
“Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altre natura… Nei componimenti di italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?”.
“Perché aveva copiato da un autore più intelligente”.
Il magistrato scoppiò a ridere. “L’italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…”.
“L’italiano non è l’italiano: è il ragionare” disse il professore. “Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.
La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passò a un duro interrogatorio.

Leonardo Sciascia – da “Una storia semplice”

 

Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre.

La nonna – Mine Vaganti

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