Categoria: Lyrics


La Canzone Dell’amore Perduto (1966)
Fabrizio De Andre’

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=8LNuk0OgWhQ]

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
Non ci lasceremo mai, mai e poi mai“,

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

A un passo dal possibile
Elisa
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=WsQ4TL0d7MQ

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=WsQ4TL0d7MQ]

A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me
Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho
Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto – c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio – c’è
un senso di te
C’è un senso di te
Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto – c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio – c’è
Un senso di te
C’è un senso di te
Un senso di te
C’è un senso di te

Hotel Supramonte (1981)
Fabrizio De Andre’

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=9uKpvwvRE6U]

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore.
Ma dove dov’e’ il tuo amore? Ma dove è finito il tuo amore?

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete.
Passerà anche questa stazione senza fermare
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
Ma dove, dov’e’ il tuo cuore? Ma dove, dov’e’ finito il tuo cuore?

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
Ma dove dov’e’ il tuo amore? ma dove e’ finito il tuo amore?

La Ballata Dell’Amore Cieco (1966)
Fabrizio De Andre’

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=nZ2vJGw-RhY]

Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s’innamorò perdutamente
d’una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l’uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell’orrore,
voleva un’altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò,
correndo come un pazzo da lei tornò.

Gli disse lei ridendo forte,
tralalalalla tralallaleru
gli disse lei ridendo forte,
l’ultima tua prova sarà la morte.

E mentre il sangue lento usciva,
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s’era ucciso per il suo amore.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.

Il pescatore (1970)
Fabrizio De Andre’

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=za4Ntj-Vn0k]

All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un’avventura.

E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.

E fu il calore di un momento
poi via di nuovo verso il vento
davanti agli occhi ancora il sole
dietro alle spalle un pescatore.

Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
è già il rimpianto di un aprile
giocato all’ombra di un cortile.

Vennero in sella due gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.

Ma all’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Powered by WordPress &Web Design Company - Modified by Lorenz