Categoria: Poesia


Non sia mai ch’io ponga impedimenti
All’unione di due anime fedeli; Amore non è amore
Se muta quando scopre un mutamento
O tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso
Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
È la stella che guida ogni barca errante,
Il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra
E gote dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,

Ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
Se questo è un errore e mi sarà provato,
Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

 

da “Amore e Sesso” – Paura dell’amore

Gli individui sono stati educati alla paura di se e dei loro sentimenti. Tutti parlano di amore, ma è una parola vuota: in realtà si ha paura dell’amore e dei sentimenti, perché sono elementi perturbatori e possono portare sofferenza. Per cui gli individui recitano l’amore, che in quanto messinscena non può destabilizzare ne portare sofferenza.

 

da “Rivolta e Dolore” – Menzogne in Libertà

La gente sostiene di voler essere libera, tutti insistono sul valore della libertà quale bene più grande prezioso e sacro, ma è una menzogna. Gli individui in realtà sono terrorizzati dall’idea di essere davvero liberi e liberati, e si aggrappano alle proprie catene avversando chiunque tenti di spezzargliele, perchè quelle catene sono la loro sicurezza.

 

da “Rivolta e Dolore” – Verità e Libertà

Svela a te stesso, senza reticenze, le tue paure più profonde: dopo che lo avrai fatto, la paura non avrà più alcun potere e svanirà, e con essa si allontanerà la paura della libertà. A quel punto sarai davvero libero.

 

… Adoro i libri, perche’ a volte sembrano caderti in mano per un motivo preciso

Per te amor mio (1960)
Jaques Prevert

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
amor mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato fiori
Per te
amor mio
Sono andato al mercato della ferraglia
E ho comprato catene
Pesanti catene
Per te
amor mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E t'ho cercata
Ma non ti ho trovata
amore mio.

da "Poesie"
 

Quando morro voglio le tue mani
Pablo Neruda

Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi:
voglio la luce e il frumento delle tue mani amate
passare una volta ancora su di me la loro freschezza,
sentire la soavità che cambiò il mio destino.

Voglio che tu viva mentr’io, addormentato, t’attendo,
voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,
che fiuti l’aroma del mare che amammo uniti
e che continui a calpestare l’arena che calpestammo.

Voglio che ciò che amo continui a esser vivo
e te amai e cantai sopra tutte le cose,
per questo continua a fiorire, fiorita,

perché raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina,
perché la mia ombra passeggi per la tua chioma,
perché così conoscano la ragione del mio canto.

Da “Cento sonetti d’amore (1959) 

Se tu mi dimentichi
Pablo Neruda

Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

Da “I Versi Del Capitano” (1952) 

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