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Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora
Pablo Neruda

Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora:
il bisogno dell’uomo, la donna e la vita:
a questo luogo correva la pace vertiginosa,
per questa luce arse la comune bruciatura.

Onore alle tue mani che volan preparando 
i bianchi risultati del canto e della cucina, 
salve! L’integrità dei tuoi piedi corridori 
viva! Ballerina che balli con la scopa.

Quei bruschi fiumi con acque e minacce, 
quel tormentato stendardo della spuma, 
quegl’incendiari favi e scogliere

son oggi questo riposo del tuo sangue nel mio, 
quest’alveo stellato e azzurro come la notte, 
questa semplicità senza fine della tenerezza.

da “Cento sonetti d’amore” (1959)

Se muoio sopravvivimi
Pablo Neruda

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
se tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole  suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la tua eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

E’ una casa sì grande l’assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell’aria.

E’ una casa sì trasparente l’assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.

da “Cento sonetti d’amore” (1959)

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